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Città senza manutenzione. E’ anche colpa del pregiudizio

23/01//2020

Il 6 agosto scorso la commissione consultiva per la Toponomastica cittadina presieduta dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha approvato l’installazione di una targa commemorativa in ricordo di Rosario Padolino, il commerciante di 66 anni morto lo scorso 8 giugno in seguito al distacco di un pezzo di cornicione dal palazzo sito al civico 228 di via Duomo; la targa sarà apposta sulla facciata del palazzo al civico n. 202, dove si trova l’attività commerciale della vittima. Nel 2014 era morto Salvatore Giordano, uno studente di 14 anni, colpito da calcinacci caduti da un frontone della galleria Umberto sempre a Napoli, in una città senza manutenzione.

Su Il Mattino del 17 dicembre 2019, Paolo Barbuto fa un elenco desolante delle opere di manutenzione, finanziate ma non completate, che rendono Napoli una città invivibile nonostante 220 milioni di euro stanziati dalla Unione Europea per questi obiettivi. Il cosiddetto Patto per Napoli è stato un flop con l’utilizzo del 13 per cento dei finanziamenti disponibili.

Poi però ci si scandalizza perché il ponteggio di sicurezza della Galleria Vittoria sta acora l’, dopo cinque anni, senza che i lavori per cui era stato montato siano mai partiti. Se non fosse stato per l’urto di un’automobile che l’ha divelto, paralizzando di conseguenza la città, nessuno se ne sarebbe ricordato. Nemmeno la Sovrintendenza, pure tanto attenta ad altre minori amenità.

Non sarebbe stato meglio, negli anni, applicarsi con metodo, tenacia, pianificazione, verifiche di esecuzione, resoconti responsabilistici, al piano di manutenzione della città proposto da Romeo Gestioni sette anni fa e che nessuno ha mai nemmeno voluto guardare per mero pregiudizio? Quel piano è sui tavoli di Palazzo San Giacomo da anni: cantierizzabile, operativo e sostenibile anche prima dell’arrivo dei fondi europei, che avrebbero moltiplicato positivamente gli effetti strutturali ed economici di una attività già di per sé benefica per la città.

No, meglio il pregiudizio. Quello che produce il degrado quotidiano a cui siamo sempre più assuefatti. Salvo sorprenderci se rimaniamo paralizzati nel traffico che è più traffico del solito. Di questo passo, quante targhe in memoria si dovranno mettere in tutti i punti della città che sono a rischio per i cittadini? E chi alzerà la voce per dire che questo scempi amministrativo è indegno della terza città d’Italia, la prima del quarto mondo?

Fiorella Minichino