Seleziona una pagina

Il Giardino che non è più di Alfredo Romeo

Napoli, 05 Settembre 2019

Il 29 agosto la Repubblica di Napoli pubblica l’articolo di Alessio Gemma sulla crisi dei lidi che vanno da Posillipo a Marechiaro citando anche il giardino che non è più di Alfredo Romeo.

Per l’avv. Romeo è come spargere del sale su una ferita aperta e il suo commento arriva il giorno successivo, il 30 agosto, sempre su Repubblica di Napoli.

Nel suo commento si possono leggere il dispiacere e il rincrescimento per la profanazione e la perdita per tutti i napoletani, di quel giardino che era un’oasi di verde fruibile da tutti.

Per anni Alfredo Romeo ha avuto cura di un bene comune senza per questo avanzare pretese di appropriazione, quel verde, quell’ex giardino era di tutti perché ribadisce ancora una volta, era bello e “la bellezza è un dono e non una proprietà”.

Adesso che lo smantellamento è già avvenuto, viene ricordato come il giardino che non è più di Alfredo Romeo ma: “Quel giardino non era mio, era di tutti e non solo perché insisteva su un’area parzialmente demaniale, ma perché era effettivamente fruibile da chiunque volesse entrarci”.

Un concetto che, nonostante la strenua lotta da lui sostenuta con le Autorità locali non è riuscito a fare comprendere e non perché volesse appropriarsi di quell’area.

Alfredo Romeo in questa pubblicazione su La Repubblica, esprime tutta la sua amarezza per non essere riuscito a far capire che si sarebbe preso cura volentieri di quell’area comune sulla spiaggia di Posillipo senza bisogno di arrivare allo sventramento di quella ricchezza arborea degna di un orto botanico che era l’ormai ex giardino di Alfredo Romeo.

Si chiede per quale motivo non si sono valutate strade di consolidata amministrazione cittadina affidando quel dono alla tutela di un privato come spesso avviene per le aiuole? E perché nessuno ha nulla da obiettare quando alcuni di questi affidatari che ottengono l’adozione, la usano non per curare un bene di tutti ma per occupare spazi pubblici?

Un articolo che è anche una denuncia verso le autorità che hanno sventrato a Posillipo quell’ex giardino di Alfredo Romeo, che di Romeo non era, ma anche contro la “supina, connivente e ottusa indifferenza di tutti i movimentisti Verdi di Napoli che evidentemente preferiscono l’attuale fosso a futura discarica al bene comune e collettivo”.

Nel suo articolo Alessio Gemma parla di bonifica dell’ex giardino di Alfredo Romeo, ma qual è la logica che spinge a distruggere un’area ben curata e fruibile da tutti per farne una discarica per poi spendere soldi di tutti i cittadini per bonificarla, se mai sarà bonificata?

Dice che attraverso la recinzione adesso si rivede la sabbia e che la spiaggia tornerà di tutti.

Ma era già di tutti ed era proprio un bellissimo giardino ma ancora oggi, alcuni giornalisti con il tono trionfale come di chi è reduce di una battaglia scrivono: “il giardino che non è più di Alfredo Romeo” senza rendersi conto che in realtà di Alfredo Romeo non lo è mai stato.