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Vivibilità della città di Napoli

Secondo i dati che emergono dal focus “Città, la crisi dell’abitare e la mappa dei disagi” promosso da Confcooperative Habitat e realizzato in collaborazione con Censis e Confcooperative che dà una valutazione sul grado di vivibilità della città di Napoli, risulta essere dopo Sofia e Bucarest, cioè penultima in Europa.

Purtroppo Napoli per suoi abitanti ma anche per i turisti, somiglia più ad un girone infernale che non alla narrazione di “sole, pizza e mandolino” che ormai non esiste più, una narrazione sfatata dall’evidente stato di degrado prodotto dalla inadeguatezza dei servizi che fanno la differenza tra la qualità di vita in una città accogliente ed una respingente.

Su questo tema , recentemente si possono leggere gli articoli di Valerio Iuliano sul Mattino, di Gianni Carotenuto sul Giornale e tanti altri, anche l’avv. Alfredo Romeo ne parla con rammarico;

Napoli ha il privilegio di possedere tante bellezze naturali che però devono essere gestite, rese fruibili dai servizi come trasporti efficienti, pulizia, manutenzione delle strutture, cura del verde; perché la bellezza da sola non basta se non è saputa gestire puntando alla vivibilità della città di Napoli, che con il suo patrimonio artistico e architettonico non merita di essere collocata nella impietosa classifica del Censis, dopo Sofia e Bucarest e posizionata a penultima in Europa.

In fatto di vivibilità la città di Napoli viene penalizzata dall’assenza di un modello gestionale efficiente della cosa pubblica da parte di una amministrazione che non si è mai voluta affidare alle partnership professionali pubblico-private,  che negli anni passati hanno dimostrato i suoi effetti positivi come ad esempio negli anni in cui il Comune ha interagito con un privato come Romeo Gestioni.

In quegli anni sarebbe sempre stato possibile fronteggiare, con un minimo di pianificazione, le diverse emergenze, mentre era pianamente operativo il piano di gestione del patrimonio immobiliare, che se non altro garantiva un rilevante flusso di cassa (circa 40 milioni lordi di entrate annue) da destinare appunto alla gestione ed al miglioramento dei servizi per i cittadini.

Romeo Gestioni, sia come impresa, sia come partner operativo di Palazzo San Giacomo, ha più volte presentato piani di gestione del verde.

Rientravano, questi progetti, in piani organici come quello denominato “Napoli Funzionale”, e in piani proiettati al futuro, a cui il Comune non ha mai voluto dare seguito, dando luogo così agli scenari avvilenti che si offrono ai cittadini e ai turisti delusi, un danno economico e morale, la graduatoria sulla vivibilità della città di Napoli che la posiziona dopo Sofia e Bucarest penultimo posto in Europa, un giudizio pessimo ma reale che chi ama Napoli non può accettare.